Il Fiume Incantato: recensione del libro di Rebecca Ross
Buongiorno Cuplovers, oggi vi parlo de “Il Fiume Incantato”, l’ultimo libro di Rebecca Ross (il regalo di Natale che mi ha fatto Chiara ^_^) e il primo che leggo dell’autrice.
Ero molto curiosa di conoscere questa scrittrice di romanzi fantasy e devo dire che non sono rimasta delusa.
Mentre leggevo mi sono ritrovata coinvolta nella lettura e la storia mi ha catturata dalle prime pagine. Non posso che consigliarvela.
Nel piattino abbiamo:


Il Fiume Incantato
(A River Enchanted)
di Rebecca Ross
Edito da Fazi Editore (08 ottobre 2024)
Pagine 480
€ 18,50 cartaceo – € 9,99 ebook
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TRAMA DELL’EDITORE
L’isola di Cadence è un luogo ricco di magia: le notizie vengono diffuse dal vento, gli scialli possono diventare resistenti come armature e ci sono lame che con un piccolo taglio possono instillare una paura profonda. Da tempo immemore, però, il territorio è diviso dal confine dei clan, una lunga catena di rocce che separa l’Est, dominato dai Tamerlaine, dall’Ovest, su cui regnano i Breccan. Sono passati dieci anni da quando Jack Tamerlaine ha lasciato Cadence per approdare sul continente, dove ha dedicato la sua vita allo studio della musica. Ma quando sull’isola le bambine iniziano a scomparire una dopo l’altra, Jack viene richiamato a casa per unirsi alle ricerche. Adaira, l’erede dell’Est, sa che gli spiriti che governano i quattro elementi rispondono solo alle melodie di un bardo e, credendo che siano coinvolti nelle sparizioni, è costretta a chiedere aiuto a Jack. I due non si vedono da quando erano piccoli e non facevano altro che bisticciare, ma ora, loro malgrado, devono collaborare. Canzone dopo canzone, Jack e Adaira imparano a conoscersi come se fosse la prima volta, mentre scoprono che le cause dietro ai dispetti degli spiriti sono più sinistre di quanto immaginassero. Un antico segreto giace sotto la superficie di Cadence, e potrebbe stravolgere il precario equilibrio dell’isola minacciando la sicurezza di tutti gli abitanti.
Una bella lettura, 4 tazzine tonde tonde
Sono soltanto una strofa ispirata dal tuo ritornello, e ti seguirò fino alla fine, quando l’isola prenderà le mie ossa e il mio nome non sarà altro che un ricordo su una lapide accanto alla tua.
Il Fiume Incantato narra una storia piena di mistero e di fascino che mi ha catturata fin dalle prime pagine.
L’isola di Cadence è magica, ci sono spiriti della natura che convivono con gli abitanti del isola. Da tempo, però, la popolazione è spaccata a metà da antichi dissapori che l’hanno divisa in due fazioni. Ad Est ci sono i Tamerlaine, l’Ovest è dei Breccan.
Una minaccia incombe su Cadence e mina la fiducia del suo popolo verso gli spiriti.
Delle bambine sono scomparse e il popolo di Temerlaine teme che dietro le sparizioni possano esserci gli spiriti dell’isola, così Adaira, guida del clan, prende una decisione:
richiamare sull’isola l’unica persona in grado di suonare e richiamare gli spiriti con la sua musica, ovvero Jack.
Jack vive e studia musica sul continente e ha una futura carriera come insegnante, dieci anni fa contro la sua volontà fu costretto ad abbandonare l’isola e studiare musica. Jack vive un contrasto di amore e odio per l’isola e la sua gente li ama entrambi, ma non perdona agli abitanti il suo “allontanamento” e, con il tempo, ha imparato a considerare il continente la sua casa. Tutto questo cambia quando sull’ Isola scopre perché è stato richiamato.
Un enorme responsabilità pesa su di lui. Jack sarà in grado di ritrovare le bambine?
Con lui ci sarà Adaira, sua amica d’infanzia con cui non andava d’accordo ma che imparerà a conoscere di nuovo e, con il passare del tempo, i due scopriranno di provare dei sentimenti l’uno per l’altra.
Altri personaggi di spicco che interagiscono attivamente nella narrazione con capitoli a loro dedicati sono Torin, che é incaricato della ricerca delle bambine scomparse, e Sidra, la sua seconda moglie che è una guaritrice e si occupa della figlia di Torin avuta dalla precedente moglie defunta.
Gli spiriti sono delle presenze costanti in questa serie, diversi interagiranno con i personaggi e alcuni li proteggeranno anche dai pericoli. Soprattutto interagiranno anche con Jack, portandolo a scoprire delle verità inaspettate.
Cosa mi è piaciuto?
- La storia d’amore tra Jack e Adaira che si sviluppa ed evolve come un viaggio, i due all’inizio molto diffidenti tra loro impareranno a conoscersi di nuovo e ed avere fiducia l’uno nell’altra.
- I diversi spiriti che si incontrano nel romanzo, tra cui la defunta moglie di Torin, una presenza benevola.
- Bello anche il rapporto tra Torin e Sidra così diversi, ma stranamente uniti e con un forte legame che li lega. Molto più forte di quello che pensano loro stessi.
- Le descrizioni del romanzo sono molto dettagliate e vivide.
Cosa non mi è piaciuto?
- Alcuni momenti “lenti” del romanzo che un po’ rallentano la narrazione e allungano la storia con pagine che potevano anche non esserci.
Promuovo comunque questa lettura, scoprire questa autrice mi ha fatto molto piacere e penso che recupererò altri suoi libri.
Un tempo pensavo che “casa” fosse soltanto un luogo. Quatto pareti per tenerti al sicuro di notte mentre dormi. Ma mi sbagliavo. La casa sono le persone. Significa stare con chi ami, e forse anche con chi detesti.