La Sirenetta: recensione al nuovo liveaction Disney
Buon giorno cuplovers, qualche sera fa sono andata al cinema a vedere il nuovo liveaction della Sirenetta e oggi ho deciso di raccogliere le idee per scrivere questa recensione. Non sono una grande fan dei liveaction Disney, non li trovo brutti, ma ho sempre la sensazione che… facciano il compitino, per così dire. Infatti, non ero molto convinta di andare a vedere questo nuovo film, però era l’unico con un orario decente e così, qualche pomeriggio fa mi sono immersa negli abissi con Ariel ancora una volta.
Inaspettatamente però, La Sirenetta è uno dei liveaction che mi ha maggiormente convinto ed è anche quello dove gli autori hanno osato un po’ di più.
Film precedente: Cruella
nel piattino abbiamo:


La Sirenetta
REGIA di Rob Marshall
Una bella visione, 4 TAZZINE tonde tonde
La Sirenetta è un buon liveaction, non sono uscita dal cinema strappandomi i capelli per le eccezionali interpretazioni del cast e non urlo al capolavoro ma, nel novero dei liveaction, è uno dei migliori. Gli attori sono tutti ben calati nelle loro parti e, se non mi aveva convinto il cambio di etnia della protagonista, devo dire che la spiegazione che hanno dato mi è piaciuta, anche se fa sorgere qualche dubbio sul buon Tritone.
La storia è la stessa del film d’animazione, quindi non metterò una parte spoiler, se volete evitare qualsiasi anticipazione sul film vi consiglio, quindi, di non leggere la recensione.
La Sirenetta è un buon liveaction, uno dei migliori tra quelli visti finora, le canzoni sono quasi tutte perfette, c’è qualche piccola aggiunta di cui non sentivo il bisogno, ma, per il resto, le canzoni mi sono piaciute tutte. La parte ambientata in fondo al mare, tranne per qualche scena un po’ scura, mi è piaciuta davvero molto. La cura nel ricreare le scene del film d’animazione è tanta purtroppo però la versione liveaction di Flounders, proprio non mi ha convinto.
Il film si apre presentandoci la corte di Tritone e le sue figlie e, come si era già visto nelle immagini promozionali, sono tutte di etnia diversa, cosa che viene spiegata dicendo che ogni principessa rappresenta un diverso mare. Se questa spiegazione, da un lato, non è male, dall’altro rimango del parere che, forse, il buon Tritone proprio tanto fedele alla moglie non lo fosse… Insomma, apprezzo il tentativo di spiegare la cosa, ma, per me, regge un po’ poco.
Proprio come nel film d’animazione la nostra Ariel è affascinata da tutto quello che riguarda il mondo di superficie, è curiosa e sogna, un giorno, di poter camminare per quelle strade che vede solo da lontano. Una fatidica sera, ammirando i fuochi d’artificio in onore del compleanno del principe Eric, si mette a seguire la nave del principe, incantata dallo spettacolo di luci colorate e dal giovane festeggiato. Poco dopo, una terribile tempesta si abbatte sulla nave ed Eric finisce scagliato tra i flutti. Ariel, decisa a salvarlo, lo raggiunge e lo riporta a riva, cantandogli una dolce canzone mentre il ragazzo si sta riprendendo dall’accaduto. Se ben ricordate il film d’animazione Tritone si opporrà fortemente all’amore della più giovane delle sue figlie e una delle cose che ho apprezzato del film è che qui, ci viene data una spiegazione un po’ più… personale per l’odio di Tritone verso gli umani. Tritone rivela ad Ariel che sono stati gli umani ad uccidere sua moglie e che, per questo, non vuole che lei si avvicini, in nessun modo, agli umani e alla superficie. Mi è piaciuta molto questa piccola aggiunta che rende l’odio di Tritone per gli umani comprensibile e il personaggio meno… pieno di pregiudizi rispetto al film d’animazione.
Ho apprezzato moltissimo come ci viene mostrato il rapporto speciale che c’è tra Tritone e Ariel, è chiaro che Ariel è sia la figlia prediletta ma anche quella con cui ha più problemi. La figlia ribelle che infrange le regole e che finisce per innamorarsi proprio di un umano. Javier Bardem è un ottimo Tritone, molto espressivo, severo ma anche sinceramente affezionato alla figlia, mi è piaciuto come è stato mostrato il suo lato più dolce.
Melissa McCarthy è una Ursula perfetta le cui movenze ed espressioni danno magnificamente vita al personaggio del cartone. Ho adorato che sia stato fatto un piccolo sforzo per approfondire anche questo personaggio rivelando i motivi del suo odio per Tritone. Nel liveaction Ursula è la sorella di Tritone e alla creatura non è andato giù che il fratello abbia avuto tutto (trono e potere) e lei niente. Certo, questa caratterizzazione la rende un po’ simile a Scar, diciamo che si poteva fare di meglio, però ho molto apprezzato lo sforzo, peccato che non si siano spinti oltre. Mi sarebbe piaciuto molto che i motivi per cui la creatura è stata bandita venissero approfonditi… Melissa McCarthy riesce a trasmettere la giusta dose di cupidigia, ferocia e un pizzico di umorismo che rendono la sua Ursula iconica.
L’Eric di Jonah Hauer-King mi è piaciuto molto, nel film è più esploratore e avventuriero di quanto ricordassi. A Eric il ruolo di principe va stretto, si sente intrappolato, come Ariel, ama scoprire cose nuove, è curioso e gentile.
La storia d’amore tra Ariel ed Eric è molto tenera e la coppia funziona davvero bene.
Che dire poi di Ariel? La Ariel di Halle Bailey è entusiasta, brillante, dolce, perspicace con tanta grinta e gioia per tutte le meraviglie del mondo emerso.
Se il lavoro fatto dal cast è ottimo devo però fare un piccolo appunto sui costumi. Non mi sono piaciuti per nulla gli outfit di Ariel, devo ammetterlo, so che è una piccolezza, però hanno continuato a non convincermi così come i capelli di Ariel, che rossi, a mio avviso, proprio non sono. Piuttosto che quel rosso smorto avrei preferito che lasciassero il colore naturale dell’attrice… lo so, sono troppo pignola ma, che ci volete fare?
Il film, nel complesso, mi è piaciuto di più rispetto ad altri liveaction, lo trovo uno dei più riusciti, rispetta lo spirito del film d’animazione, aggiunge qualcosina per caratterizzare meglio i personaggi e gli attori sono davvero calati nelle rispettive parti. Se eravate indecisi se andare a vederlo, devo dire che ve lo consiglio. Non sarà il film dell’anno ma non sfigura rispetto agli altri liveaction.
–Piccolo consiglio: recuperate le canzoni in inglese, Halle ha davvero una bellissima voce. Anche la canzone del principe Eric in originale è molto meglio-